Sorprendimi, amore


Me la scrivi una lettera?
A macchina. Anzi no, a mano. Usa una penna di un colore qualsiasi, la tua grafia, conserva le cancellature. Mi piace scorgere le parole che usi e poi quelle che scegli. Scrivimi una pagina che parli di te, un po’ anche di me; raccontami quello che ancora non conosco, ciò che potrei dedurre saltalo. Sorprendimi. Scrivimi come se mi parlassi. Fa che siano i cuori: il tuo a dire, il mio ad ascoltare. Voglio parole, per quante io non ho saputo usare al momento opportuno e per quante sono scivolate tra i miei occhi scuri e i tuoi. Sono tante, credimi. Più di tutte le cose che il tuo sguardo interrogava alla mia persona, mentre ti mordevi il labbro inferiore nascosto nella barba. Perché non hai chiesto, piuttosto che rubare le risposte dalla mia testa e dalle mie mani?
Chi sei? Me lo chiedo adesso, con una canzone in La minore dei Radiohead nelle orecchie, e ogni volta che anche un dettaglio qualsiasi mi riconduce a te.
Dove sei? Quanto lontano andrai? Più di quanto tu sia, amore. Amore vorrei chiamarti, io che amore non so cosa sia, ma l’idea che tu sia tale per me mi fa sorridere. Vedo bene insieme un noi: tu suoni, io dormo. Poi mi sveglio e preparo un caffè per due. Io amaro, tu con molto zucchero. Mi siedo su di te, ci sorseggiamo i sorrisi e poi facciamo l’amore. Amore che fa l’amore. Alla fine non schivi i miei baci, ma li cerchi, quasi li pretendi.
Mettimi nelle tue parole: voglio ficcarmi nei tuoi pensieri dal mattino, non solo la notte, e vivere nel sole come sotto le stelle. Fuori e dentro. Cosa ti piace di me? E non fingere di essere banale.
Scrivimi una lettera che contenga il tuo profumo, che sa di pulito e di uomo.

Funziona così?
L’indirizzo è ancora quello da cui sei passato a prendermi.


2 risposte a “Sorprendimi, amore”

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